sabato 24 giugno 2017

Occhi diversi.

Da molto tempo mi ero promesso di rientrare nelle impostazioni di questo mio blog.Mi aveva dato tante emozioni nel passato,mi divertiva osservare e criticare a modo mio quel che piu' o meno mi colpiva.Spesso in disaccordo dalle opinioni degli altri ho detto ugualmente la mia,magari anche giudicato male da qualcuno,ma senza remore,senza problemi.
E son volati due anni dal mio ultimo post,mi sembra impossibile che io abbia speso quasi 800 giorni della mia vita senza scrivere nulla piu'.In realta' qualcosa ho scritto,magari altrove,ma ho continuato a farlo.La vita ci cambia continuamente,gli eventi ci indirizzano in alcune strade e qualche volta le difficolta' ci rendono svogliati,assenti,come se stessimo trascorrendo un periodo di sospensione,come fossimo a galla,ancorati alle nostre difficolta' in attesa che ci snodino e lascino andare via.
Così e' stato in questi anni per me.Dopo una cocente delusione amorosa che senza  io mi accorgessi mi cambiava dentro,ho continuato a vivere sorridendo di meno,allontanandomi un pochino dai miei sogni,da cio' i cui credevo,dalle mie aspirazioni,lasciandomi leccare le ferite e facedomi capire che in fondo non ero io quello sbagliato.O forse lo ero stato nel dare,troppo.
Tutto accadeva quando pero' il mondo stava velocemente cambiando,quando ai tg davano notizie sempre piu' tragiche che raccontavano di barconi di essere umani alla ricerca della salvezza in mezzo al mar mediterraneo.A galla,ancorati anche loro alla speranza che nella vita il bello debba ancora venire.
Pian piano i miei occhi vedevano la realta',un mondo in cambiamento,in corsa,spesso in pericolo,nelle grandi citta',come Parigi,la mia seconda casa che tanto io avevo amato e dove avrei voluto vivere.
E' cambiato davvero il mondo,non e' retorica,ed e' cambiato anche il mio.Mentre facevo silenzio cambiavo nel cuore,cambiavo citta' e mi trasferivo tra i monti.Desideroso di svegliarmi la mattina con un sorriso sulle labbra,magari baciato dal sole o dal suono di un usignolo felice di volare.Ma ero insicuro perche' la mia Venezia mi sarebbe mancata e forse avrei sofferto ancora.
Ci ho riflettuto per tanto tempo,ma quando avvenne un incidente nel mio appartamento di Venezia non ebbi scampo.Dovetti mettere in vendita per far fronte a dei lavori.Nessun consiglio,manco da un parente,non aspettatevi niente.Non dormivo la notte,forse faro' bee forse faro' male,non so.
Pagato tutto mi trovai con un gruzzoletto tra le mani e pensai...Mamma cosa devo fare adesso?Una casetta a Venezia non mi viene piu' con questo denaro...e così la scelta tanto tormentata e' venuta da sola.Oggi vivo in provincia di Belluno,tra i monti,un posto meraviglioso che molti veneziani han goduto durante le loro vacanze.
Oggi sto ritornando,alla vita,a scrivere,a fare.La mia Venezia e' li,sempre assediata da tutti,non scappa e mi aspetta.Quando posso torno da lei,come dalle persone che amo che apparetemente ho lasciato ,ma che porto nel cuore.Ed ora e' tempo di riprendere questo blog,scrivere ancora,credere ancora,in se stessi,nelle proprie capacita,guardando il mondo senza occhiali da sole,probabilmente con occhi diversi.

domenica 24 maggio 2015

" La grande bellezza."

Distendersi sul divano e non riuscire a guardarlo perche' quel che trasmette e' noia,malessere  e malinconia.Una delle poche cose allegre e' di sicuro la canzone di Raffaella Carra'.Per il resto tutto e' tetro.
Così ti appisoli,in un sonno grigio e malsano in cui questo film ti conduce.Le critiche devono farle i critici di cinematografia certo,ma visto che un film e' fatto per tutti e non  per l'esclusiva visione dei critici,visto che ci viene propinato nelle televisioni nazionali in prima serata,racconto le mie sensazioni....brutte.Tanta gente dice che non ha capito,qualcuno addirittura ha pensato di non essere all'altezza.Sbagliato.E' il film che non e' all'altezza della vita della gente.Quella gente che oggi non e' felice,non mangia,si ammala,non ha soldi,non ha futuro,non ha sogni,espatria.
Mi piacerebbe  parlare con Sorrentino per un paio di ore,per capire il motivo,la necessita' di mostrare alla gente tanta crudezza,e concludere ore di un estenuante visione con la morte.Quel colore così reale della morte,quella metaformosi finale che avviene poche ore prima e che scrive sul viso la parola fine.Solo chi l'ha vista la puo' riconoscere.Non vi trovo nulla di bello.Nulla.Lo trovo orribile e di cattivo gusto.
Sbattere in faccia la fine che facciamo,interpretando la morte,interpretandola anche bene,si vede che c'e' esperienza di vita,si vede che qui la morte e' stata vissuta e vista piu' volte.Ma la morte non e' bella,e' IL momento malinconico,triste, di distacco eterno da qualcuno che si e' amato,dal suo corpo,dalla nostra stessa anima.Rimarra' di noi il nostro corpo,come quello dei nostri cari,in un cimitero,forse sepolto per terra in un giardino fiorito,forse cremato e gettato al vento.
Anche io la morte l'ho vista così,aveva proprio quegli occhi,aveva quei colori e quei suoni.Non vi era nulla di straordinario se non lo struggente dilatarsi delle immagini che mi circondavano,immagini viste con occhi bagnati di lacrime,lacrime che han lacerato gli occhi e son giunte al cuore lacerandolo per sempre.
Ho lottato e lotto per cancellare quelle sensazioni che nella mia vita ho visto per troppe volte.E le allontano anche dagli altri,cercando di farli sorridere e di non farli pensare AL lato triste della vita che ci spogliera' piano piano di tutto il nostro vigore,del nostro colore e del  nostro ottimismo.Ma questo lo sa' anche la gente,tutti sanno che moriranno.Tutti sappiamo che finisce sempre così.Ed e' proprio questo che la gente ha bisogno di dimenticare,che finisce sempre così,,con la morte, come Lei Sorrentino ha avuto la necessita' di sottolineare.
Non sempre un grande casting fa di un film un grande film.E nemmeno i premi.
A mio modesto parere.
Cesare Colonnese

sabato 4 aprile 2015

Vagabondo

La notte e' cosi lunga che sembra non dover finire mai. Esausto su quel letto di cartone, con quella convinzione esasperante di non riuscire ad addormentarti ancora. Gli occhi spalancati e piccoli cercano la luna nascosta,invadente e traditrice.Senza lei il buio ti cinge l' anima e pare soffocarti...mentre chiudi gli occhi tra il frastuono di tacchi e voci sconosciute e hai paura che il mondo fuori non si torni a illuminare piu'. Fuori dalla tua casa,da quel cartone dentro al quale ti avvolgi ,come in un sudario che imprigiona i tuoi ricordi.Vicino a te una corda su cui hai steso ad asciugare due calzini rotti e un sogno. Pensi a come e' stato ieri,a ciò che avresti voluto costruire ed invece ti si è distrutto tra le mani.Cocci nella notte si infilzano nella tua pelle stanca e ruvida dal freddo,in quei mille pensieri,nelle tue nascoste inconfessabili paure che non racconti piu'a nessuno. Nessuno di quel nessuno sa' che nella vita hai scalato cime invalicabili ,fino a quando,un giorno non ce l'hai fatta piu'. Dormi cosi',vestito ,eppure il buio ti spoglia...dei tuoi abiti sudici,delle tue poche sicurezze e ti dona solo e fragile,alla strada e alla notte. Tra i rumori e il miagolio di un gatto scappato, forse stai per addormentarti quando pensi di aver fallito in tutto. Invece no. Tu non hai fallito. Ti e' solo andata male. Han fallito loro,quelli che ti hanno ignorato,deriso,infastidito,quelli che non ti han visto,quelli che anche stanotte non ti vedranno perché hanno il buio negli occhi.

martedì 3 marzo 2015

Amici miei.
Sabato sera 7 Marzo alle ore 21 saro' a Mestre al Teatro Momo.
Un bel Teatro,anzi un bellissimo Teatro nel cuore della citta'.Se avrete piacere di ascoltar la mia voce io ci saro',per Voi.Con simpatia ed affetto.C.

lunedì 9 febbraio 2015

La pagina della fedelta'.


Cari Amici.C'e' stato un periodo di silenzio e di voluto distacco dal mio blog e dal mondo virtuale in generale.E' vero che noi siamo figli di internet,che oramai siamo abituati e in qualche modo legati all'uso del virtuale,tuttavia talvolta si e' saturi,si sente il bisogno di staccare la spina e gettarla a terra.Guardarsi intorno e ritornare alla vita di un tempo,laddove ci si affacciava al balcone e si pensava,si immaginava ,si sognava un po'.Mi e' venuta voglia di questo.Di scrivere,di "usare"il tempo in altro modo.
La mia pagina Facebook,parlo della pagina personale,quella dove tutti scrivono i fattacci loro e postano la foto di ogni piatto che mangiano e' stata chiusa.Mi arrivavano notifiche in ogni attimo,di giorno e di notte.Mi arrivava la notifica importante che pinco pallino stava giocando a dama e scacchi.E le avevo fatte tutte pur di non riceverle,ma non ci sono riuscito.Gigetto ti ha invitato a giocare alla corda.Ah speravo me gavesse invita' a un pranso! ;-) Niente da far.
Lo ho fatto per scelta ovviamente,non mi e' stato imposto e vi spiego anche, volentieri perche'.Ero giunto a circa 3500 contatti in poco tempo.La cosa apparentemente mi compiaceva e mi divertiva  scambiar battute,con persone anche poco conosciute.
Col tempo pero',mi sono reso conto che molte persone si prendevan troppe liberta',trattandoti quasi come fossi suo fratello.Non sempre bonariamente.Insomma,qualcuno perde il senso della misura e del limite che invece sarebbe giusto avere.
Visto questo ho pensato che il tempo che dedicavo a mettere i mi piace e a star lì a combattere per dire la propria idea era diventato tempo prezioso.Così ho scelto di oscurare la pagina,lasciando aperta quella dei miei fans,cioe' di coloro che veramente volendomi bene scelgono di seguirmi e mantenere un rapporto con me.Anche a Teatro.E' lì innanzitutto che mi si puo' conoscere meglio.
Numerosi,attenti,affettuosi in questa pagina.La chiamerei la pagina della fedelta'.Ringrazio tutti coloro che mi capiscono e voglion bene.
In allegato il link di un articolo sul Carnevale,uscito proprio ieri su " La voce di Venezia".
Ci aggiorniamo presto...
Un calderone a tutti
dal Vs. Cesare

https://www.facebook.com/pages/Cesare-Colonnese/192348730814980?fref=nf

http://www.lavocedivenezia.it/carnevale-a-venezia-emozioni-odori-sensazioni-038745/

mercoledì 10 dicembre 2014

Oro per Mango

Non si puo' rimanere solo in silenzio di fronte a un distacco così inatteso,repentino.Spietato,il destino.Si era recato a Policoro vicino a Matera per cantare,per cantare quelle canzoni che noi stessi abbiamo canticchiato tante volte tra noi e noi.Ed e' salito sul palco,si e' seduto al piano fino al suo ultimo istante.C'erano le note di "Oro",una della sue piu' famose canzoni.La sua voce unica e melodica invadeva gentilmente l'aria quando poi ha alzato la mano e,interrompendosi, ha detto scusate.
Si e' scusato per morire,per dire in quella unica parola che era arrivato il momento di andare e di lasciarci.Di fronte al pubblico,attonito che con i telefonini alla mano era lì per registrare attimi che sarebbero stati la memoria di quel concerto.Il destino li ha trasformati in un attimo di dolore e morte.
Trascorre solo una giornata e anche il fratello all'improvviso viene colto da un malore e perde la vita.Credo sia stato il peso insormontabile di vedere suo fratello così.Certi dolori rompono il cuore,perche' sembra impossibile che tuo fratello possa chiudere gli occhi e perche' la morte di un fratello e' una parte di te,della tua vita che se ne va'.Lo so.
Mango,un grande cantante dei nostri tempi.Composto,elegante,educato e umile.Di lui ricordo ogni canzone,legata strettamente alla mia adolescenza,alla mia gioventu'.
Una canzone non potro' mai dimenticare,era quella che cantavo sempre senza sapere perche'.E oggi sono io a dedicarla a lui in segno di riconoscimento.
Mi auguro che lassu' alzino il volume e lascino penetrare questa melodia negli angoli piu' reconditi del  paradiso affinche' tutti possano godere di tanta bellezza.
A noi rimane il ricordo,la sua musica.Come quando Dalla ci saluto',allo stesso modo.
E a noi rimane quel nodo alla gola,quella malinconia che sentiamo nel perdere qualcuno che ci apparteneva.Un amico,un caro conoscente,una voce che cantava parlando d'amore, sempre con amore.

giovedì 16 ottobre 2014

Drinnn

Pronto,buonasera,sono un addetto di Telecom Italia.
Rispondo io,Italia?Quale Italia?Rifatevi vivi se cambiate nome!
BEEP BEEP.

                                                          

lunedì 13 ottobre 2014

Il cuore del Vajont

Le immagini che si sgranano anno dopo anno,mentre cambiano le generazioni,i colori si sbiadiscono e i ricordi si allontanano.
Cosi' si rischia di dimenticare,come quest'anno,al cadere del nono giorno di Ottobre non ho letto,visto nulla che ricordasse la strage del Vajont.
Una strage che non si puo' dimenticare,nemmeno l'imperizia dell'uomo,colpevole di tanta distruzione.
Dedico questo post a chi e' sopravissuto a tutto questo,pur perdendo gli amori piu' grandi e avendo il cuore distrutto.Si,perche' si puo' anche sopravvivere ai grandi dolori,si puo' andare avanti,si ha l'obbligo di vivere,ma qualcosa nel cuore bussa assieme al  battito quasi fosse un orologio a pendolo,puntuale lì a ricordare che i drammi vissuti non si cancellano e  sono sempre dentro di noi.In quel suono del cuore che ci portiamo appresso e che sentiamo in noi per tutta la vita.

sabato 11 ottobre 2014

Amici

Chissa' se veramente dall'aldila' qualcuno ci vede.Magari ci vede e si prende gioco di noi,delle nostre debolezze,si rattrista per le nostre lacrime,si rallegra per i nostri sorrisi e magari ci avvicina le persone piu' adatte a noi.
Le persone che frequenteremo,con cui ci confideremo,con cui divideremo i nostri segreti,sospesi,come noi e  le nostre vite.
Io penso che le cose che accadono hanno il loro senso e un loro percorso.Il destino e' un foglio bianco su cui crediamo di poter scrivere qualcosa che e' gia' scritto.( da "il meglio di me...o il peggio")
Come la data di nascita.E' tutto gia' scelto per noi.Cosi' penso per l'amicizia tra Carlotta e me.Un amicizia spontanea,pulita,senza ipocrisie.Lei con i suoi dolori,io con i miei.E divenuti
amici casualmente,per empatia,spontaneita'.Quando i sentimenti sono spontanei valgono.Qualcuno trovera' da ridire,ma personalmente non mi interessa.La cosa piu' importante e' che io sia un Amico obiettivo,neutrale e sincero.Come son sempre stato con tutti.

Chiuso per ferie

Ricordo una vecchia amica.In eta',con un figlio adulto.Ci frequentavamo ed era uno spasso.Una donna di altri tempi,con le sue abitudini,le sue manie,un marito libertino,una casa da accudire.Era mezza stramba,a Venezia diciamo cosi,ma era una brava donna e a modo suo amava la gente.
Sicuramente amava anche quel marito birichino,che una scappatella dopo l'altra fini' col lasciarla per una piu' giovane di lei.
Lei pero' non si perse d'animo.Aspetto' che il marito chiudesse per ferie la macelleria che gestiva e andasse via con la sua "amante"e si reco' la mattina presto dinanzi al negozio.Tolse il cartello dove vi era scritto chiuso per ferie e ci mise il suo,ben incollato con la scritta fatta di suo pugno:" Chiuso per troia."

Occhi diversi.

Da molto tempo mi ero promesso di rientrare nelle impostazioni di questo mio blog.Mi aveva dato tante emozioni nel passato,mi divertiva osse...