TEATRO SAN GALLO
"Dove ti xe", al telefono
con Cesare Colonnese
Sabato 20 Marzo 2010,
VENEZIA - (R.P.) Il nome di Cesare Colonnese si è nel tempo imposto come voce tra le più originali del teatro veneziano, forse l'odierno portavoce dal palcoscenico, con l'apprezzata formula che spazia dall'ironia (talvolta sfociante nel sarcasmo) all'ottimismo, dei numerosi problemi della città lagunare. Ma anche i 'tipi' veneziani di oggi, con i loro tic e le loro manie, sono da Colonnese proposti in spassosi monologhi, compreso quello che dà il titolo al suo ultimo spettacolo "Dove ti xe?", (una surreale conversazione al cellulare), in scena questa sera alle 21 al Teatro San Gallo, a pochi passi da Piazza San Marco. Lo spettacolo sarà diviso in due atti. "Come sempre, racconterò il mio sentimento verso Venezia, il modo di vivere dei veneziani e i numerosi cambiamenti della città", spiega Colonnese, la cui "maschera" ha raggiunto, in occasione dell'evento del "Funerale di Venezia", notorietà internazionale. Come un cantante non può tralasciare i brani storici del suo repertorio, così a Colonnese giungono sempre dall'affezionato pubblico (un gruppo di fans gli ha dedicato una pagina su Facebook) richieste di famosi monologhi, fra cui "I gà dito", sulla fobia dell'acqua alta, e "Vernissage", esilarante gag di anziane ad un'inaugurazione. Fotografie e video della serata sono di Steve Horvat.
Dai pettegolezzi alle ricette di cucina. Dal Make up alla comicità. Non ci faremo mancare nulla.
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Perche' ho partecipato al funerale di Venezia

"Ho partecipato al funerale di Venezia perche' sono convinto che questa citta'(che ha subito un massiccio deflusso della popolazione)pian piano potra' tornare a ripopolarsi.Credo che ci siano un infinita' di motivi per i quali tutto questo stia accandendo,ma io non voglio fare politica e non so se parlare di responsabilita' sia sempre corretto.Penso che in questo caso la responsabilita' sia anche di tutti noi che viviamo questa citta'.Sta anche a noi fare qualcosa per Venezia,sta anche a noi essere di buon esempio.Per questo,dal canto mio,ho voluto dire ai veneziani di alzarsi e di fare la loro parte.Noi veneziani non dobbiamo passare sempre per lamentosi e mai contenti,perche' questo non e' vero.Ma che Venezia si stia spopolando,quello si che e' vero.Purtroppo ad ammettere questo ,son tutti quelli che prendono al massimo 1000 euro di stipendio e non ce la fanno a campare fino a fine mese.Chi prende 3,4 mila euro....invece vede una citta' popolata e senza problemi.Beati loro. Ognuno di noi,dall'artigiano al vetraio,dal panettiere al pizzaiolo ha un mestiere tra le mani e le potenzialita' per dimostrare a se stesso e agli altri che Venezia e' una citta' forte e capace di rinascere.Venezia non deve perdere le proprie caratteristiche e le proprie tradizioni.Facciamo crescere i nostri figli insegnadogli ad amare questi costumi e queste tradizioni,perche' loro saranno il futuro prossimo della nostra citta'.Inutile andarsene con la coda tra le gambe,perche' andandosene si perde il contatto con questa realta' e a mio avviso anche il diritto poi di potersi lamentare.Ma chi ga dito che Venessia xe morta?Se ora de finirla de parlar stando sentai in carega!Eora alsite!Alsite! e fa calcossa anca ti!"
Vi abbraccio con affetto
il vostro amico
Cesare Colonnese
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Risposta a un articolo della signorina Tanya Gold apparso su The Guardian, Tuesday 8 September 2009 http:...

